venerdì 24 maggio 2013

Incontro di food blogger... Il giorno dopo + doppia crostata



E' impegnativo scrivere un post sulla giornata di sabato. Cosa abbiamo fatto, cosa abbiamo visto e cosa abbiamo mangiato lo potete scoprire dalle altre partecipanti blogger, che hanno fatto post meravigliosi e pieni di fotografie bellissime.Avendo contribuito all'organizzazione invece vorrei scrivervi qualcosa di cosa è stato organizzare una giornata così e poi viverla.
Premettiamo che io sono timida, chi mi conosce forse crede che non sia vero, che al contrario io sia aggressiva e piena di certezze, ma nella realtà sono timida e temo con tutta me stessa i fallimenti e le delusioni (che originalità vero?).
Quindi sono sempre molto restia a organizzare cose la cui riuscita dipende dalla volontà altrui, mi mette ansia l'idea di chiedere e richiedere a tutti se parteciperanno, ansia l'idea che poi all'ultimo non vengano e moltissima ansia l'idea che una volta arrivati tutti qualcosa vada storto e non siano contenti.
Quindi organizzare questa giornata è stato emotivamente impegnativo, divertente devo dire, perché gli incastri organizzativi, la scelta del menù (devo dire che è l'unica cosa che non mi ha messo troppa ansia), la presentazione del programma e della filosofia della giornata, sono stati una cosa nuova ed interessante. Il grosso dell'organizzazione lo ha fatto mio marito, che con TorinoNightLife ha saputo trovare ed incastrare dei bellissimi momenti, ed in più ha avuto la calma e la dolcezza per sopportare la mia ansia da debutto, la paura che non venisse nessuno e la paura che poi le cose andassero male, grazie mille amore mio!
Poi il giorno fatidico tutto passa, come per incanto sai che i dadi sono tratti, speri che il sole resista il più possibile e ti butti con gioia in questa giornata.
Devo dire che tutto è stato ripagato ampiamente, le persone sono state meravigliose, conoscere di persona Mammazan, è stata un'emozione, conoscere Valyandcake che è stata tanto disponibile nell'aiutarmi e nel promuovere l'evento è stato molto piacevole. Incontrare Irene, Minilisa (di cui sono le foto che compongono l'immagine qui sopra) e Valeria (mi spiace che ci abbia raggiunti solo nel pomeriggio) una vera scoperta ed una gioia. Gli amici poi sono stati magici, hanno saputo trasformare la giornata in una calda festa, con il gusto dello stare insieme e del godersi un momento di convivialità. Mi spiace per chi non ha potuto esserci, ma forse mio marito mi convincerà a replicare, cercando qualcosa di nuovo e di originale da proporvi.


Ancora un grazie a Filippo Ghisi, che ha saputo raccontarci con passione e simpatia un percorso che non a tutti i torinesi è così noto e che vale la pena di scoprire. Il ristorate L'Agrifoglio, la cui cucina non ci ha mai deluso e che sabato ha creato un pasto delizioso, con una cura dei dettagli e una ricchezza di sapori veramente rara. Ed infine un grazie alla Piazza Dei Mestieri, una realtà bellissima, tutta da scoprire, che ti ricorda che i progetti belli ed utili esistono e vivono grazie all'entusiasmo ed alla dedizione delle persone che li portano avanti.

Come ricordo di questa meravigliosa esperienza stiamo preparando un piccolo ebook, che potrete presto scaricare da questo blog e che i partecipanti riceveranno nella cara e vecchia forma cartacea.

Un grazie su tutti a TorinoNightLife, che ha permesso tutti i contatti e l'organizzazione così accurata delle diverse fasi della giornata.
Solo più uno, un grazie al sorriso di mio marito che riesce a essere propositivo e positivo anche se io mi perdo e anche se la sorte a volte lavora un po' contro!

Infine dato che questo è e rimane un blog di cucina, ho pensato di mettervi una ricetta facile facile, ma che per me è stata la prima della mia vita, che ho fatto comprando la farina proprio alla Piazza dei Mestieri durante il DigitalFestival, quindi mi sembra carina proporvela qui.

Bis Crostata, una per i grandi, ricotta e cioccolato, e una per il mio bambino alla marmellata.

Io la crostata non l'avevo mai fatta, perché la pasta frolla è insidiosa, non mi convince mai, poi mi è venuta voglia, ho fatto un po' di prove ma non mi convincevano affatto, poi sono arrivata alla frolla di Montersino, e devo dire che non delude davvero mai, una meraviglia soprattutto dal giorno dopo.




Dosi per due crostate:

200 g di zucchero
500 g di Farina Antiqua
300 g di burro morbido
80 g di tuorlo d'uovo
buccia di limone non trattato
2 g di sale
marmellata di fragole
250 g ricotta
150 g cioccolato al latte tritato
 
Io ho messo tutto direttamente in planetaria, con il burro morbido. Ho impastato con il gancio a foglia fino a che non si è formato un impasto granuloso, poi ho spento e compattato con le mani.
Lasciare riposare in frigo una mezz'oretta.
Poi ho scoperto un metodo comodissimo per la crostata, stendo la frolla con il mattarello direttamente sulla carta da forno, così la sposto nella teglia, taglio i bordi ed il gioco è fatto.
Nella prima ho messo un po' di zucchero sulla base della torta (pochissimo) e l'ho spalmata di uno strato non troppo spesso di marmellata, decorata e in forno per 30' a 180°.
 
Per la seconda ho mischiato la ricotta con il cioccolato, due cucchiai di zucchero. Ricoperto la frolla, decorato ed in forno 40' a 180°.
 
Anche se vi sembrano morbide sfornatele, ricordate che la frolla indurisce parecchio raffreddandosi!
 
I miei le hanno divorate, un bacione, e buon appetito!

ps. scusate la lunghezza del post!

domenica 28 aprile 2013

Antipastino sfizioso e invito


E' tantissimo che manco, mi spiace molto, ma la vita non è facilissima, credo che tutti lo sappiano.
Il periodo è quello che è, quindi ho dovuto buttarmi anima corpo cuore nel lavoro, per affrontare la crisi... quindi il mio tempo libero è davvero ridotto, così come il mio tempo con i bambini, quindi quando sono a casa cerco di stare sempre con loro.
Però non mi sono dimenticata della mia passione, ed in mezzo a mille esperimenti di pane con il mio, finalmente vivo, lievito madre, cucino per i miei uomini.
Questa ricetta è presa dalla Parodi, non me ne vogliano i puristi, ma è davvero buona, piace a tutti, grandi e piccini, ed è veloce e di effetto, provatela e poi ditemi.
Vi rubo ancora due minuti per invitare tutti voi ad un pranzo di food blogger, che si terrà il 18 maggio a Torino, con annessa visita "curiosa" alla città e qualche sfiziosa sorpresa. Questa iniziativa, di qui vi fornirò i dettagli in settimana, nasce dal lavoro di www.torinonightlife.com di valorizzazione del territorio e di scoperta enogastronomica, e sarà organizzata benissimo, con la proposta di attività divertenti per scoprire Torino, che è davvero ricca di risorse.
Per intanto passiamo alla ricetta, ma segnatevi la data!


100 gr di burro
250 ml di acqua
sale
150 gr di farina
3 uova
100 gr di parmigiano
noce moscata qb


Sciogliere il burro in un pentolino con l'acqua, salare, aggiungere la farina e mescolare bene, in maniera simile ai bignè dolci.
Lasciare intiepidire leggermente, e aggiungere anche le uova mescolando, incorporandole lentamente una ad una. Aggiungere Grana o Parmigiano o il mio amato Rodez, o pecorino, quello che vi ispira di più e noce moscata e mescolare bene.
Una volta intiepidito l'impasto formare delle palline con le mani, grandi quanto una noce e disporle su una placca con carta forno. Badate che la consistenza dell'impasto è più dura di quello dei bignè, viene vagamente collosa, quindi le palline si fanno senza problemi.
Cuocere a 180 gradi per circa 10 minuti, li vederete gonfiarsi bene bene e colorirsi. Abbiate la pazienza di lasciarli asciugare bene in cottura, perché altrimenti una volta fuori, così come i bignè, si ammosciano.

Perfino il mio piccolo li mangia a manciate!
Buon appetito e un abbraccio, mi siete mancati!

sabato 9 marzo 2013

Una torta che mangia perfino mio figlio!



Ormai lo sapete, mio figlio piccolo ama la cioccolata e le merendine comprate, mica tutte però... mentre, se gli fai un dolce in casa, raramente lo mangia e se pure, ne mangia una fettina smilza smilza.
Se poi, quando lo assaggia, dice "Che buono, non ho mai assaggiato niente di più buono!" allora sei sicuro che non gli piace e dopo un attimo aggiunge "..però magari lo mangio domani...".
Quindi questo dolce lo confesso l'ho fatto perché ispirava a me, mi è venuto un attacco di golosità, proprio io che non amo i dolci, e me lo sono fatta. 
Infatti l'ho fatto a gusto mio, con una base leggera,  yogurt e olio (se lo avessi fatto per mio marito, non avrei usato questa base, perché non ama i dolci con l'olio), nessuna bagna (io non le amo, mio marito si) e con una crema da bambino piccolo (ma ripeto non il mio) bianca, sostenuta e senza uova...
Me lo sono fatta, me lo sono fotografata e ... sorpresa delle sorprese, gli uomini della mia famiglia se lo sono divorato! Il mio piccolo ne ha mangiate tre fette di seguito, la prima sottilissima, perché credevo finisse come al solito, le altre a forma di fetta vera!
Che soddisfazione!
La base l'ho presa da Giulia perché, quando avevo letto il post, sono rimasta incantata, mentre la crema l'ho messa insieme leggendo un po' di blog sulle creme delle finte tortine paradiso, quindi grazie a tutti quelli che mi hanno ispirato, di cui non sono riuscita a ricostruire la cronologia.
Un bacione



Base identica a quella di Giulia, a cui vi rimando per i dettagli e le magnifiche foto, l'unico cambio che ho effettuato è stato lo yogurt che per me era intero ma agli agrumi, perché lo adoro.

Crema di farcitura

200 gr di Philadelphia
2 cucchiai di yogurt magro bianco
200 ml di panna da montare
60 gr di zucchero

Ho montato la panna con 40 gr di zucchero semolato, poi ho ammorbidito e reso spumoso il formaggio con lo yogurt e 20 gr di zucchero a velo. Ho unito delicatamente la panna alla crema di formaggio e ho messo in frigo a raffreddare bene.
Quindi ho farcito la torta con abbondate crema (tutta a dir la verità, meno le generose cucchiaiate fatte per dovere di assaggio e con molto molto sacrificio!).
Frigo e zucchero a velo! 
Buonissima, assolutamente da ripetere! Il giorno dopo ancora più buona.
Un bacione

venerdì 1 marzo 2013

No alla violenza contro le donne


Con piacere partecipo a questa bellissima iniziativa proposta da http://fioriematrimoni.blogspot.it/2013/02/iniziativa-fai-sentire-la-tua-voce.html .
Le parole della Littizzetto a Sanremo hanno richiamato l'attenzione su quello che tutte noi sappiamo. Spesso vogliamo convincerci che la parola amore nasconda così tante sfaccettature da poter nascondere anche questa , ma non è vero, l'amore deve andare di pari passo con il rispetto, sempre, e se un uomo ci rispetta non può esercitare violenza su di noi.
Mi piacerebbe però estendere un pochino la riflessione su quello che violenza può significare. Molte di noi hanno una posizione chiara e precisa su come si comporterebbero in caso di violenza, culturalmente siamo state preparate, la maggior parte di noi, a respingere al primo manifestarsi, la violenza fisica. Ma quella morale? il sottile destrutturare giorno dopo giorno l'amor proprio che una donna nutre per se stessa, facendola vilmente auto convincere di valere un po' meno, di non essere abbastanza intelligente di non essere abbastanza bella...
Quante donne, soprattutto in età quasi matura, vediamo ridursi l'ombra di se stesse cercando forme fisiche che non hanno, cercando trasgressioni che non vorrebbero, accettando compromessi per non sentirsi sempre e solo un peso o il freno che molti uomini ci accusano di essere?
Tutte noi, che un po' ci sentiamo superiori al discorso sulla violenza, che dentro di noi tiriamo un sospiro di sollievo per non avere un marito o un compagno che ci picchia, tutte noi dobbiamo fare anche un'analisi sincera e vedere se non abbiamo permesso a qualcuno di incrinare l'opinione che abbiamo di noi stesse.

Un uomo vero è quello che sa far sentire la sua donna importante, bella e unica per com'è ed eventualmente la affianca nei cambiamenti che lei a voglia di fare. (... anche una donna vera deve avere questi requisiti però!).
Un bacione a tutte le donne uniche e meravigliose che si tengono compagnia in questo luogo!

ps: un grazie speciale all'uomo che mi ha fatto sempre sentire unica, importante e stimolate, che  mi ha perdonato quando io non sono riuscita a farlo e che ha la pazienza di sopportarmi e di supportarmi nel percorso tutt'altro che facile che è la quotidianità!

giovedì 28 febbraio 2013

Arancini a modo mio... i siciliani non me ne vogliano!!


Nella mia nuova filosofia tutto si riusa. In casa non amiamo pasta e riso scaldati, quindi io fino ad un po' di tempo fa non li buttavo... adesso che ho deciso di vivere senza sprechi il più possibile, ecco che provo ad inventarmi ricette del riuso.
Gli arancini non mi fanno impazzire, mi scusino tutti i siciliani, ma li trovo buonissimi, ma assolutamente troppo, nel senso che con uno ci potrei fare pranzo e la versione con il sugo mi convince non troppo.
Un po' di tempo fa ad un corso mi avevano fatto assaggiare gli arancini con funghi e fonduta, devo dire che la fonduta ci stava davvero bene, perchè rendeva tutto morbido, molto mangiabile, ed inoltre li avevano fatti più piccoli, usabili come antipastino.
Allora l'altra sera ho avanzato un po' di risotto porri e gorgonzola, ed ho provato a replicarli. I miei bimbi non mangiano funghi, quindi io ho fatto salsiccia e fonduta. Ho cercato di farli il più piccolo possibile ma con un pieno generoso.
Devo dire che sono piaciuti parecchio, credo che ripeterò l'esperimento.
Le dosi del ripieno sono indicative, a me ne è avanzato molto e ci ho condito gli gnocchi, il riuso del riuso... mi piace!

Un bacione

Risotto avanzato
200 gr salsiccia
100 gra panna
100 gra Rodez (formaggio simil friulano misto tra grana e pecorino)
pepe e noce moscata
1 uovo e pangrattato
farina di riso

Essendo la mia salsiccia in congelatore, io l'ho messa nel bimbi e lo fatta in pezzettini piccini piccini, quindi l'ho messa a soffriggere senza olio, con un po' si sale, pepe

Nel frattempo ho mischiato la panna con il Rodez e la noce moscata ed ho messo sul fuoco dolce  far sciogliere. Ci vogliono davvero 2 minuti e viene buonissima.

Quindi ho mischiato la salsiccia, ben rosolata, alla fonduta ed ho fatto raffreddare  In questo modo si rapprende ed è più facile da inserire negli arancini.

Quindi mi sono inumidita le mani, ho messo nel palmo un po' di riso a pallina e poi ho fatto un bel buco dentro che ho stipato con la salsiccia e la fonduta, quindi con altro riso o tappato il buco.
 Ho compattato tutto a pallina, passato nella farina di riso come sigillante e quindi nell'uovo e nel pangrattato.
Una volta fatte tutte le palline, le ho messe in frigo un paio di ore a compattarsi bene e quindi le ho fritte!
Buona appetito!


sabato 23 febbraio 2013

Pasta lorda... la mia interpretazione


Amo cucinare per le persone che amo, e anche se capisco da me se un piatto mi è venuto bene o no, realmente quello che cerco è sempre la soddisfazione di mio marito e dei miei figli.
Solo che sappiamo tutti che quelli piccini normalmente mangiano minestrine, pasta al pesto, pasta rossa e focaccia o pane caldo... ed il mio non fa eccezione!
Quindi mi affanno per fare ricette che possano piacere anche a lui... ma normalmente le finiamo con piacere io, mio marito e mio figlio grande e lui torna alle sue certezze! Anche il mio grande era così, poi crescendo è diventato goloso ed adesso fa decisamente onore alla mia cucina. Però io sono testarda (o presuntuosa?) e ci continuo a provare.
Dato che il piccolo ama il brodo (quello di dado più del mio - ?!?) allora mi ha incuriosito questa pasta lorda che ho letto in giro, a partire dal bellissimo blog di Pane e Panna.
Quindi ho provato a farla, in linea con le mie idee del momento, farina integrale e pochissima carne.
Io non amo il brodo e quindi l'ho mangiata asciutta con un po' di olio, parmigiano e pepe e devo dire che l'ho trovata deliziosa. I miei l'hanno mangiata con il brodo e anche a loro è piaciuta moltissimo, il piccolo l'ha mangiata  perché è gentile, ma credo che le sue amate stelline le avrebbe gradite di più!
La parte divertente di questo piatto è che si tira a mano la pasta, quindi ti fa sentire tanto brava mamma emiliana ed evita inoltre di tirar fuori macchinette varie. Per come è fatta poi permette di non sprecare pasta senza doverla lavorare di nuovo.
Il ripieno è abbondante, con l'avanzo io fatto una delle focacce della sera e devo dire che ci stava davvero bene!

Per la pasta:

125 gr farina integrale
125 gr farina bianca
3 uova
1 pizzico di sale

Per il ripieno:

250 gr ricotta
100 gr (circa dovete andare all'assaggio) di formaggio Rodez che è una specie di grana più saporito, potete fare un mix tra grana e pecorino
1 uovo
nove moscata
paprica

Preparate la pasta, se avendo usato la farina integrale, non bastasse la parte umida aggiungete un goccio di acqua.

Lasciate riposare un attimo la pasta coperta ed intanto mischiate gli ingredienti per il ripieno assaggiando per regolare noce moscata e paprica, deve risultare saporito perché lo strato è sottilissimo quindi deve essere pieno di sapore.

A questo punto dividete l'impasto in due parti uguali e stendetene ciascuna con il mattarello, in una forma il più possibile simile, e sottile al massimo delle vostre possibilità muscolari!

Quindi su una sfoglia spalmate il ripieno facendone un velo omogeneo, coprite con l'altra sfoglia, schiacciate bene, magari con l'aiuto del mattarello ma senza far uscire la ricotta.
Quindi con la rotella zig zag della pasta ripassatene il contorno e poi tagliate tutta la pasta a strisce nelle due direzioni per ottenere i quadrotti della foto.
Separateli delicatamente e fateli cuocere nel brodo bollente.
Per i grandi una generosa macinata di pepe fresco ci sta davvero bene!
Buon appetito!



lunedì 18 febbraio 2013

Crema di piselli by Nigella superfacile e superbuona


Chiaro che vi devono piacere i piselli.... questo esclude tutta la mia famiglia, ma io li adoro quindi quando in una delle miei incursioni notturne ho visto una replica di Nigella Express, mi ero innamorata della ricetta.
Solo che data l'ora ero mezza svenuta sul divano con tutti gli uomini di casa che dormivano e non mi sono segnata nulla.. quindi non l'avevo mai provata perché mi era rimasta in mente l'idea ma mi mancavano i dettagli.
Poi mio figlio dopo Natale mi ha regalato l'applicazione per ipad di Nigella... ed eccola li, semplice, spiegata e .... buonissima!!!
E' di un semplicità quasi imbarazzante, ma l'ho fatto assaggiare anche alla mia mamma che ne è rimasta incantata, quindi in questi tempi di cibo sano, poco caro e magari un po' sostitutivo della carne ci calza proprio a pennello!!

Prima della ricetta vera è propria invito tutti voi a fare un giro su questa pagina www.torinonightlife.com,
per chi è di Torino e dintorni  trovate mille eventi di tutti i tipi che vi posso fornire idee e spunti per uscite originali, per chi invece di Torino non è trovate una sezione editoriale davvero carina, con molti articoli sfiziosi su cose originali ed interessanti.

Veniamo alla ricetta

300 gr di piselli (anche surgelati)
700 ml di acqua (a me piace densa, quindi abbondo un po' con i piselli)
1 cipollotto (in mancanza uno scalogno o un pezzetto di cipolla)
1/2 lime, il succo
2 cucchiaini di pesto

Mettete a bollire i piselli con il cipollotto intero, il succo di lime ed un po' di sale. Lasciate cuocere circa 10 minuti, quindi togliete dal fuoco, eliminate il cipollotto, così rimane l'aroma, quindi frullate fino alla cremosità desiderata aggiungendo i due cucchiai di pesto.

Sembra strana e banale, ma provatela, il gusto del lime con il pesto ed i piselli, crea un sapore davvero delizioso, allegro, come solo le ricette di Nigella sanno dare (ma questa è addirittura light... incredibile!!).
Un bacione!

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